lunedì 25 dicembre 2023

Enzo Staiola sul cinema iraniano



La rivista Film-e emrooz ha intervistato Enzo Staiola, che da bambino fu interprete di Ladri di biciclette, un film amatissimo anche in Iran e che ha influenzato generazioni di cineasti persiani.

Staiola, oggi ottantaquattrenne, ha parlato anche di cinema iraniano;

"Molti anni fa a Milano si tenne un festival chiamato "Bicycle Film Festival" e vi furono proiettati film provenienti da tutto il mondo legati alla bicicletta e al ciclismo. C'ero anch'io a quel festival. Lì ho visto un film iraniano [Il ciclista di Mohsen Malhmalbaf] su un ciclista afghano che deve pedalare per una settimana per raccogliere soldi per la moglie malata (corsa in bicicletta). C'era una scena scioccante in quel film che non dimenticherò mai, dove il ciclista doveva mettersi un fiammifero tra le palpebre per non addormentarsi per la stanchezza e gli altri lo chiamavano a restare sveglio.

Ho visto un altro film iraniano [Close-Up di Abbas Kiarostami] in un altro festival; su una persona che assomiglia a un regista famoso e si mette nei panni di quel regista, ma poi il trucco viene svelato e quella persona viene processata. È stato interessante che un altro famoso regista abbia realizzato un film su questo argomento.
Mi sono ricordato anche di un altro film [Una separazione di Asghar Farhadi] che vinse l'Oscar per il miglior film in lingua straniera e fu ampiamente pubblicizzato in Italia. Fui anche invitato ad una delle prime proiezioni a Roma di questo film, che guardai con entusiasmo. Dopo aver visto questi film, mi sono reso conto che l'Iran e l'Italia sono culturalmente molto simili."

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