mercoledì 1 gennaio 2020

SPECIALE: I migliori film iraniani del decennio

Abbiamo chiesto a una serie di esperti italiani e internazionali di scegliere i migliori film iraniani realizzati nel periodo 2010-2019 (calendario persiano: 1388-1398). È stato davvero un piacere e un onore ottenere risposte da Iran, Francia, Gran Bretagna, Usa, Canada, Italia!






L'indicazione di massima era di elencare una top-10 (o top-5), ma i singoli estensori avevano la massima libertà. Pochi hanno stilato una classifica, quasi tutti hanno preferito compilare un elenco, talvolta in ordine cronologico. Anche il blog ha seguito quest'ultimo criterio. Molti hanno incluso film di registi iraniani, realizzati però altrove. In ogni caso, un enorme grazie va a tutti i partecipanti!

Ben 78 titoli (!) sono stati scelti, in un decennio in cui la distribuzione italiana è stata piuttosto avara, avendo portato nei nostri schermi soltanto 11 pellicole. Pertanto, abbiamo un sacco di film da recuperare, oltre a rivedere il vincitore, prevedibile ma votato, incredibilmente, quasi all'unanimità: "Una separazione", di Asghar Farhadi, primo film iraniano nella storia ad aver conquistato il Premio Oscar. Tra i meglio piazzati, ci sono però delle sorprese...




LA CLASSIFICA

Ecco i film che hanno ottenuto almeno due preferenze:



Una separazione Asghar Farhadi 2011 15
24 Frames Abbas Kiarostami 2017 6
Il cliente Asghar Farhadi 2016 6
A Dragon Arrives! Mani Haghighi 2016 5
Copia Conforme Abbas Kiarostami 2010 5
Fish & Cat Shahram Mokri 2013 5
Taxi Teheran Jafar Panahi 2015 4
Tre volti Jafar Panahi 2018 4
Facing Mirrors Negar Azarbayjani 2011 3
Just 6.5 Saeed Roustayi 2019 3
Manuscripts Don't Burn Mohammad Rasoulof 2013 3
Melbourne Nima Javidi 2014 3
Monte Amir Naderi 2016 3
Paternal House Kianoush Ayyari 2012 3
This Is Not a Film Jafar Panahi, Mojtaba Mirtahmasb 2011 3
A Cube of Sugar Reza Mirkarimi 2011 2
Border Ali Abbasi 2018 2
Dressage Pooya Badkoobeh 2018 2
Here Without Me Bahram Tavakoli 2011 2
Il dubbio - Un caso di coscienza Vahid Jalilvand 2017 2
Malaria Parviz Shahbazi 2016 2
Mourning Morteza Farshbaf 2011 2
Orange Days Arash Lahooti 2018 2
Parviz Majid Barzegar 2012 2
Reza Alireza Motamedi 2018 2
Tales Rakhshan Banietemad 2014 2



I registi presenti con più film sono, a pari merito con tre titoli a testa: Jafar Panahi ("This Is Not a Film", "Taxi Teheran", "Tre volti", Abbas Kiarostami ("Copia conforme", "Qualcuno da amare", "24 Frames"), Mani Haghighi.("A Modest Reception" "A Dragon Arrives!", "Pig"), Asghar Farhadi ("Una separazione", "Il passato", "Il cliente"), Reza Mirkarimi ("A Cube of Sugar", "Dokhtar", "Castle of Dreams").


Mani Haghighi



I PREFERITI DEI PARTECIPANTI

Cinema Iraniano blog

Una separazione Asghar Farhadi 2011
Fish & Cat Shahram Mokri 2013
Manuscripts Don't Burn Mohammad Rasoulof 2013
Melbourne Nima Javidi 2014
Taxi Teheran Jafar Panahi 2015
Muhammad The Messenger of God Majid Majidi 2015
Night Shift Niki Karimi 2015
Writing on the City Keywan Karimi 2015
Il cliente Asghar Farhadi 2016
A Dragon Arrives! Mani Haghighi 2016
24 Frames Abbas Kiarostami 2017
Disappearance Ali Asgari 2017
Filmfarsi Ehsan Khoshbakht 2019



Houshang Golmakani (Iran). Giornalista, regista, fondatore della rivista "Film", decano della critica cinematografica iraniana

There are several very good movies have been made at past decade and is very difficult to select five films.
Difficult... difficult... difficult...
Forced... One film from each director:
Una separazione Asghar Farhadi 2011
A Cube of Sugar Reza Mirkarimi 2011
Here Without Me Bahram Tavakoli 2011
A Dragon Arrives! Mani Haghighi 2016
Paternal House Kianoush Ayyari 2012
Fish & Cat Shahram Mokri 2013
The Breath Narges Abyar 2016
Il dubbio - Un caso di coscienza Vahid Jalilvand 2017
Just 6.5 Saeed Roustayi 2019
By No Reason Abdolreza Kahani 2012
And many more...



Hossein Eidizadeh (Iran). Critico cinematografico, scrittore e consulente di festival. 

There Are Things You Don't Know Fardin Saheb-Zamani 2010
Una separazione Asghar Farhadi 2011
Mourning Morteza Farshbaf 2011
Paternal House Kianoush Ayyari 2012
The Last Step Ali Mosaffa 2012
Parviz Majid Barzegar 2012
A Modest Reception Mani Haghighi 2012
The Snow on the Pines Peyman Moaadi 2012
Fish & Cat Shahram Mokri 2013
What's the Time in Your World? Safi Yazdanian 2014
Il cliente Asghar Farhadi 2016
A Dragon Arrives! Mani Haghighi 2016
Lantouri Reza Dormishian 2016
24 Frames Abbas Kiarostami 2017
Israfil Ida Panahandeh 2017
Redhead Karim Lakzadeh 2017
Invasion Shahram Mokri 2017
Reza Alireza Motamedi 2018



Babak Karimi in Fish & Cat


Bamchade Pourvali (Francia).Studioso e critico di cinema, direttore del sito www.irancinepanorama.fr/

Here is my Top 10 of best iranian films of the decade in a chronological way. I included two movies made outside of Iran ("Baba joon" in Israel and  "Red Rose" in Greece). I hope this is not an issue.
Una separazione Asghar Farhadi 2011
Manuscripts Don't Burn Mohammad Rasoulof 2013
I Am Not Angry Reza Dormishian 2014
Red Rose Sepideh Farsi 2014
Taxi Teheran Jafar Panahi 2015
Baba joon Yuval Delshad 2015
Malaria Parviz Shahbazi 2016
Il dubbio - Un caso di coscienza Vahid Jalilvand 2017
Hair Mahmoud Ghaffari 2017
Dokhtar Reza Mirkarimi 2017



Elio Ugenti (Italia). Dottore di ricerca presso l'Università Roma Tre; autore del volume "Abbas Kiarostami - Le forme dell'immagine"

This Is Not a Film Jafar Panahi, Mojtaba Mirtahmasb 2011
24 Frames Abbas Kiarostami 2017
Una separazione Asghar Farhadi 2011
Taxi Teheran Jafar Panahi 2015
Copia Conforme Abbas Kiarostami 2010



Minneapolis St Paul Iranian Film Festival (Usa)

Wow that is a difficult task as there are so many great Iranian films out there! Here are some popular picks:
Una separazione Asghar Farhadi 2011
Il cliente Asghar Farhadi 2016
Pig Mani Haghighi 2018
Facing Mirrors Negar Azarbayjani 2011
Dressage Pooya Badkoobeh 2018

Dressage



IMVbox (Gran Bretagna). Piattaforma di distribuzione online di film iraniani in streaming

Facing Mirrors Negar Azarbayjani 2011
Here Without Me Bahram Tavakoli 2011
Mourning Morteza Farshbaf 2011
Tame As a Horse Abdolreza Kahani 2011
Una separazione Asghar Farhadi 2011
Fish & Cat Shahram Mokri 2013
Ice Era Mostafa Kiaiee 2015
Binam Alley Hatef Alimardani 2016
Life + 1 Day Saeed Roustayi 2016
Subdued Hamid Nematollah 2017


Dario Cecchi (Italia) Docente all'Università La Sapienza di Roma, autore del volume "Abbas Kiarostami - Immaginare la vita"

Una separazione Asghar Farhadi 2011
This Is Not a Film Jafar Panahi, Mojtaba Mirtahmasb 2011
24 Frames Abbas Kiarostami 2017
The Grand Lady of Iran Mostafa Razzagh Karimi 2017
Tre volti Jafar Panahi 2018
Orange Days Arash Lahooti 2018



Massimo Causo (Italia). Critico e docente di cinema, curatore di voci sul cinema iraniano dell'Enciclopedia Treccani, coautore del volume "Il vento e la città - Il cinema di Amir Naderi"

Fuori quota
Cut Amir Naderi 2011
Monte Amir Naderi 2016
Qualcuno da amare Abbas Kiarostami 2012
24 Frames Abbas Kiarostami 2017

E quindi
Il cliente Asghar Farhadi 2016
The Hunter Rafi Pitts 2010
Tre volti Jafar Panahi 2018
Una separazione Asghar Farhadi 2011
Taxi Teheran Jafar Panahi 2015
Just 6.5 Saeed Roustayi 2019
Tales Rakhshan Banietemad 2014
Fish & Cat Shahram Mokri 2013

I 4 fuori quota perché nettamente al di sopra degli altri ma soprattutto perché realizzati fuori dall'Iran

Just 6.5


Farsi Cinema Center (Canada). Piattaforma con sede a Toronto per la diffusione e la coproduzione internazionale di film in lingua persiana

Just 6.5 Saeed Roustayi 2019
Dressage Pooya Badkoobeh 2018
Sheeple Houman Seyyedi 2018
Leakage Suzan Iravanian 2018
Una separazione Asghar Farhadi 2011
Gold and Copper Homayoun Assadian 2011
Orange Days Arash Lahooti 2018
Copia Conforme Abbas Kiarostami 2010
Rhino Season Bahman Ghobadi 2012
Camion Kambuzia Partovi 2018
Bomb: Love Story Peyman Moaadi 2018
and we could not give any ranking to these.



Ali Moosavi (Iran). Critico cinematografico ("Film", "Cine-Eye", "Film International") e documentarista televisivo. Ha contribuito al volume "The Directory of World Cinema: Iran"

In no particular order.
Una separazione Asghar Farhadi 2011
A Respectable Family Massoud Bakhshi 2012
My Name Is Negahdar Jamali and I Make Westerns Kamran Heidari 2012
Parviz Majid Barzegar 2012
Paternal House Kianoush Ayyari 2012
Manuscripts Don't Burn Mohammad Rasoulof 2013
Tales Rakhshan Banietemad 2014
Reza Alireza Motamedi 2018
Song of God Aref Mohammadi 2018
Son – Mother Mahnaz Mohammadi 2019



Ali Asgari (Iran). Regista e sceneggiatore.

Una separazione Asghar Farhadi 2011
Border Ali Abbasi 2018
Il cliente Asghar Farhadi 2016
A Dragon Arrives! Mani Haghighi 2016
Copia Conforme Abbas Kiarostami 2010
Tre volti Jafar Panahi 2018
Castel of Dreams Reza Mirkarimi 2019



Taraneh Alidousti ne Il cliente



Farnoosh Samadi (Iran). Regista e sceneggiatrice.

Una separazione Asghar Farhadi 2011
Copia Conforme Abbas Kiarostami 2010
Border Ali Abbasi 2018
Il passato Asghar Farhadi 2013
A Dragon Arrives! Mani Haghighi 2016



Marco Dalla Gassa (Italia). Ricercatore all'Università Ca' Foscari di Venezia; autore del volume "Abbas Kiarostami".

non sono in ordine di preferenza.
Copia Conforme Abbas Kiarostami 2010
Una separazione Asghar Farhadi 2011
This Is Not a Film Jafar Panahi, Mojtaba Mirtahmasb 2011
Melbourne Nima Javidi 2014
Life May Be Mania Akbari, Mark Cousins 2014
Monte Amir Naderi 2016
A Girl Walks Home Alone at Night Ana Lily Amirpour 2016
24 Frames Abbas Kiarostami 2017
A Man of Integrity Mohammad Rasoulof 2017
Joy Sudabeh Mortezai 2018



Natalia Tornesello (Italia). Docente di lingua e letteratura persiana presso l'Università Orientale di Napoli. Autrice del volume "Il cinema persiano".

A Cube of Sugar Reza Mirkarimi 2011
Someone Wants To Talk With You Manouchehr Hadi 2011
Una separazione Asghar Farhadi 2011
All Alone Ehsan Abdipur 2013
Don't Be Tired! Mohsen Gharaie, Afshin Hashemi 2013
The Painting Pool Maziar Miri 2013
Il cliente Asghar Farhadi 2016
Malaria Parviz Shahbazi 2016



Malaria



Fulvio Capezzuoli (Italia). Collaboratore della Cineteca di Milano. Autore del volume "Il sapore della bellezza. Il cinema iraniano e la sua poesia"

Compito difficile quello di scegliere anche solo 5 buoni film iraniani del periodo 2010 2019.
Come senz’altro sai, è una cinematografia che, dopo i capolavori degli anni ’90 e inizio 2000, si è rinchiusa su se stessa, un po’ perché i grandi registi o sono andati a lavorare all’estero, o sono morti, un po’ perché i giovani non hanno saputo rinnovare il loro linguaggio.
Nei festival occidentali dove fino a 10 anni orsono il cinema iraniano faceva man bassa di premi, oggi è difficile trovare una pellicola proveniente da quel paese.
Comunque ti indico qui di seguito 5 titoli che ho faticato a mettere insieme e te li elenco in ordine di anno di produzione, perché non sono mai stato capace di creare ‘classifiche’ di film (è meglio Atalante di Vigo o Citizen Kane di Welles? Ma?)

 Facing Mirrors di Negar Azarbayjani - 2012

Una giovane regista che proviene dalla scuola del Kanoon e che affronta, per il suo primo lungometraggio, il tema dei transessuali e del rifiuto della società iraniana di accettare la loro ‘diversità’. Condotto come un film di Kiarostami, ha passaggi cinematografici molto interessanti, anche se si sente il modo acerbo che questa ragazza ha, nel condurre in porto la vicenda.
L’ho visto a Roma a una rassegna di cinema iraniano ma credo non sia mai stato distribuito in sala

Melbourne di Nima Javadi – 2014

Esordio di un film-maker che si riferisce spesso a Asghar Farhadi (l’attore protagonista ha interpretato tra l’altro un film di Farhadi) un po’ meno commerciale del suo riferimento, e con richiami continui al cinema occidentale, ma il tutto salvato da una sceneggiatura solidissima.
È stato distribuito in Italia.   

Paradise di Sina Ataeian Dena - 2015

Un premio minore al festival di Venezia del 2015 (credo Il premio Ecumenico) per un’opera che parte molto bene, analizzando i rapporti fra il jihab e un’insegnante progressista, costretta ad usarlo secondo le regole. Si perde un poco nel seguito con una storia fra il poliziesco e il sentimentale.
Non è arrivato da noi   

Monte di Amir Naderi – 2016

Girato in Italia da uno dei grandi maestri del cinema iraniano, assente dal suo paese ormai da più di trent’anni, narra una storia estrema, senza tempo e senza luogo di ambientazione, dove il protagonista ha le stesse caratteristiche di Amir, il bambino de Il corridore, o dell’immigrato di Manhattan by numbers,  e cioè la volontà di superare qualsiasi difficoltà pur di continuare a vivere Qui la difficoltà è il monte del titolo e l’ombra che proietta sul villaggio dove vive il protagonista. Gli anni sono trascorsi, ma Naderi è ancora in grado di trasmettere attraverso la forza delle immagini,  il suo messaggio positivo.     
Proiettato in Cineteca e in qualche altra sala d’essai

Tre volti di Jafar Panahi – 2018

Malgrado le difficoltà legate alla sua condanna, Panahi riesce a realizzare nel suo paese film che giungono poi, più o meno clandestinamente, in occidente dove vengono presentati e dove vincono festival internazionali (Berlino, Cannes) Questo è il migliore, perché lui cerca di ricreare, attraverso inquadrature libere, una storia di disperazione e di chiusura famigliare nei confronti di una ragazza. Non raggiunge i livelli delle sue opere ‘d’antan’, ma l’omaggio finale a Kiarostami, suo mentore e amico, è commovente.
Distribuito regolarmente in sala.



Tutti i conteggi si possono vedere a questo link.

Un grazie anche a Ehsan Khoshbakht, che ha fornito alcuni contatti.

Al prossimo speciale!







domenica 8 dicembre 2019

Farhadi: Tutti abbiamo una stanza del tesoro nel nostro inconscio


Devo essere stato incredibilmente semplice, ubriaco o pazzo
da sgattaiolare nella mia casa e rubare soldi,
scavalcare il recinto e prendere le mie verdure.
Ma non più. Mi sono liberato di quel pugno ignorante
che stava pizzicando e torcendo il mio io segreto.

L'universo e la luce delle stelle mi attraversano.
Sono la falce di luna sollevata.

                           Rumi (persiano)






Il regista iraniano due volte premio Oscar Asghar Farhadi ha condiviso le sue esperienze con i giovani registi cinesi nella sua lezione tenuta all'Hainan Island International Film Festival (HIIFF), concentrandosi sulla parte "inconscia" delle sue opere creative. Ha anche risposto a domande sulla creatività nel cinema da parte della stampa, tra cui CGTN Digital.


Nel 2012, il suo film "Una separazione" è stato proiettato nelle sale cinematografiche cinesi ed è risultato molto popolare. Abbiamo notato che molti dei suoi film si concentrano su drammi familiari, la classe media e le donne, è così?

Asghar Farhadi: le  relazioni familiari sono universali in tutto il mondo. Ogni volta che parliamo di famiglia, parliamo di questioni sociali, perché tutti i problemi sociali sono concentrati nelle relazioni familiari.

Direi che ci sono due parti nel processo di scrittura delle mie sceneggiature. C'è una parte inconscia e una parte cosciente. Penso che tutti abbiamo una stanza del tesoro dentro di noi, e questa stanza del tesoro, questo database che abbiamo è inconscio. Ad esempio, prendiamo "About Elly": fin da bambino, ho sempre avuto una scena nella mia mente. Un ragazzo è di fronte al mare, indossa un trench e i suoi vestiti sono bagnati. Sta guardando il mare. Questa scena è rimasta nella mia mente per diversi anni. Non so da dove venisse; sarei curioso di sapere chi è il ragazzo al mare e perché i suoi vestiti siano bagnati. Se è appena uscito dal mare, perché non si è tolto i vestiti? È perché sua moglie è annegata nel mare e non è riuscito a salvarla? Ci ho pensato ancora e ancora. E questo è solo un punto di partenza; la storia stessa esiste. Cerco queste storie, queste persone durante la mia creazione. Ci sono molte pietre nella montagna. Quando scolpisci una pietra, stai solo togliendo la statua dalla pietra. Ho queste storie nella mia testa, quindi il mio compito è trovarle.

L'unica cosa di cui abbiamo bisogno è la password per accedere alla casa del tesoro inconscia. Questa password è solo una scintilla: è solo un'immagine, una parola che innesca l'accesso all'inconscio. 

Per "Una separazione", ricordo esattamente come è iniziato tutto. È stato il giorno in cui mio fratello mi ha raccontato una storia e descritto una scena: mio nonno aveva l'alzheimer e mio fratello si stava prendendo cura di lui. 

Mi ha raccontato il momento in cui lo ha portato in bagno e ha iniziato a lavarlo. E a causa del dramma del momento, a causa di quanto era dispiaciuto per lui, ha abbracciato mio nonno e ha pianto. 

L'immagine di questo momento tra questi due uomini è stata davvero ciò che ha innescato in me l'intera sceneggiatura. Quindi, ho giusto iniziato con questa immagine - un uomo che lava suo padre -, pensando se poteva essere un fotogramma del mio film, quindi dovevo immaginare: da dove vengono, come mai sta lavando suo padre, chi è sua moglie, dov'è lei e chi sono i suoi figli? È così che inizia tutto, come a grappolo. I personaggi sono venuti tutti dal mio inconscio e alla fine mi è venuta in mente l'intera sceneggiatura.

Quindi, direi che c'è una sorta di magnetismo. Hai una prima idea, una scintilla e poi tutti gli altri pezzi della memoria pervengono e si attaccano a quella prima parte. È solo una volta che ho la struttura, questa idea generale che viene dall'inconscio, che la mia coscienza inizia davvero a elaborare di più a partire da essa, una scena dopo l'altra.



Molte persone si lamentano che i film al giorno d'oggi non sono validi come i film prodotti decenni fa, perché secondo lei?

Asghar Farhadi:  In molti luoghi si sente dire che la qualità dei film prodotti un tempo è molto maggiore di quella dei film di oggi. L'ho sentito in Francia, Italia, Giappone e Cina. Penso che con lo sviluppo della scienza le cose, di tutti i tipi, stanno diventando sempre più accessibili. Abbiamo tutti i tipi di abilità e attrezzature, ma poche persone usano la stanza del tesoro inconscia; forse è per questo.

Le opere realizzate dall'inconscio possono facilmente connettersi con l'incoscienza degli altri. Il pubblico può facilmente relazionarsi. C'è un vecchio detto persiano, "Le cose che provengono dal cuore possono toccare il cuore di un'altra persona".

In molti dei tuoi film, spesso non espliciti chiaramente il finale. Vuoi dare al pubblico un pensiero razionale o una guida emotiva?

Asghar Farhadi:  Penso che dovremmo usare i nostri sentimenti per sentire i film, quindi quando faccio un film, uso i miei sentimenti per associarmi al mio pubblico. Dopo che la produzione cinematografica è terminata, il mio pensiero inizia. Anche il pubblico, che ha guardato il film con sentimento, quando finisce di guardare il film dovrebbe iniziare a pensare. I film toccano i nostri cuori. Ci rendono tristi e felici. Quando realizzo un film, alla fine del film, riduco la trama sentimentale e lascio pensare il pubblico di più. Se noti, la musica alla fine dei miei film è la più vivace, per niente triste.

La coppia divorzierà alla fine di "Una separazione"? Con chi vivrà la bambina, suo padre o sua mamma?

Asghar Farhadi:  Ad essere sincero, faccio anch'io parte del pubblico. Vedo quello che vedete voi e non ho segreti. La fine del film è l'inizio di una nuova storia. Ogni persona può creare la propria storia per questa bambina sulla base della propria esperienza di vita. La storia di ciascuno è giusta perché l'esperienza di vita di ognuno è diversa. Non è un gioco con il pubblico. Non si tratta di scegliere tra papà o mamma; ma dell'attitudine a scegliere una vita.



Fa delle prove con i suoi attori e attrici prima di girare?

Asghar Farhadi: La mia esperienza è ricca di teatro, quindi provo prima di filmare. Per "About Elly", abbiamo provato quattro mesi prima delle riprese. Quando proviamo, metto da parte la sceneggiatura per conoscere meglio i miei attori e attrici. Ho fatto le stesse prove in Spagna e Francia. Anche se la lingua non è la stessa, attori e attrici provano lo stesso. È un'esperienza nuova per loro. Quando inizio a girare, la cosa più importante è ancora interagire con i miei attori e attrici. Tutto il resto è secondario. E questo tipo di prove funziona davvero. Ad esempio, l'attrice dodicenne che ha interpretato il ruolo della figlia in "Una separazione" ha trascorso molto tempo con suo "padre" nel film durante le prove. Hanno mangiato e guardato film insieme. Ha anche trascorso molto tempo con la troupe. Quando abbiamo girato, sembravano un vero padre e una figlia. Le prove possono essere strane, ma funzionano.


Le poesie di Rumi sono molto popolari negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Alcuni dicono che il 95% degli iraniani sono poeti. È vero?

Asghar Farhadi:  Penso che anche il restante 5% siano poeti. La poesia è molto importante nella nostra cultura. Ciò non significa che le persone parlino di poesia quando camminano per la strada. Significa che vedono le cose dal punto di vista di un poeta. Ciò è dovuto alla nostra bellissima lingua persiana. Anche la parola 'ciao' in persiano ha significati meravigliosi. L'alcol è proibito nella cultura musulmana, ma nella nostra cultura ci sono molte poesie sul vino. In inglese un bicchiere di vino è solo 'bicchiere di vino', ma esistono diverse parole per indicare un bicchiere di vino in persiano.


Hai mai pensato di diffondere idee creative inconsce in altri paesi?

Asghar Farhadi:  In Cina, non ho molte scene e ricordi nella mia stanza del tesoro inconscia, quindi preferirei fare film in Iran. Fare film all'estero è solo un'esperienza per me.


Asghar Farhadi è nato nel 1972 in Iran. Si è interessato al cinema quando era un adolescente e ha iniziato la sua formazione cinematografica entrando a far parte della Youth Cinema Society di Esfahan nel 1986, dove ha realizzato cortometraggi di 8mm e 16mm. Ha conseguito la laurea in teatro presso la School of Dramatic Arts dell'Università di Teheran nel 1998 e alcuni master in regia teatrale alcuni anni dopo.

Farhadi ha debuttato alla regia con "Dancing In The Dust" nel 2003, e un anno dopo ha realizzato "Beautiful City". Il suo terzo film, "Fireworks Wednesday", ha vinto il Gold Hugo al Chicago International Film Festival del 2006. Il suo quarto film, "About Elly", realizzato nel 2009, ha vinto l'Orso d'argento come miglior regista al 59° Festival Internazionale del Cinema di Berlino e il miglior film al Tribeca Film Festival. È stato anche il candidato ufficiale dell'Iran al concorso per il miglior film straniero degli Academy Awards nel 2009. Il suo film successivo, "Una separazione", è diventato un caso sensazionale nel 2011. Ha ottenuto il plauso della critica all'interno e all'esterno dell'Iran. Roger Ebert l'ha definito "il miglior film dell'anno" e ha ricevuto sia l'Orso d'oro che l'Orso d'argento come miglior attore e migliore attrice al Festival internazionale del cinema di Berlino. Il film ha anche vinto il premio come miglior film straniero dalla Boston Society of Film Critics, dalla Chicago and Los Angeles Film Critics Association, dal New York Film Critics Circle, dal National Board of Review, ai Golden Globes, ai Cesar Award, all'Independent Spirit Award e, infine, l'Oscar per il miglior film straniero dell'anno, che lo ha reso il primo regista iraniano a vincere un Oscar.

Farhadi ha realizzato il suo sesto film "Il passato" in Francia. L'attrice principale Berenice Bejo ha vinto il premio per la migliore attrice al Festival di Cannes. "Il passato" è stato anche nominato per un Golden Globe per il miglior film in lingua straniera e ha vinto il premio per il miglior film in lingua straniera del National Board of Reviews. Il film è stato anche nominato in cinque categorie del Cesar Film Festival, tra cui Regia, Miglior sceneggiatura e Migliore attrice. Il suo film del 2016, "Il cliente", ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura al 69° Festival di Cannes e ha portato a casa il secondo Oscar per l'Iran nella categoria Miglior film straniero.